La scienza per vivere meglio, più a lungo.
Pochi libri hanno plasmato la conversazione pubblica sulla longevità quanto “Lifespan” di David Sinclair, uscito negli Stati Uniti nel 2019 e pubblicato in italiano da Verduci come “Longevità. Perché invecchiamo e perché non dobbiamo farlo”, con la cura scientifica di Camillo Ricordi (Università di Miami) e la traduzione di Anna Maria Greci.
Verdetto in Breve
- Uno dei libri divulgativi più influenti e leggibili sulla scienza dell’invecchiamento, scritto da un genetista di Harvard realmente attivo nella ricerca.
- Anche colleghi che stimano Sinclair lo accusano di “eccesso di ottimismo” su alcune affermazioni; un biochimico ha contestato pubblicamente diversi passaggi specifici del libro.
- Sinclair ha interessi commerciali diretti in aziende legate a NMN, un dettaglio che il libro non nasconde ma che vale la pena tenere presente leggendolo.
Di cosa parla
Il libro è diviso in tre parti: cosa sappiamo con certezza sull’invecchiamento, la ricerca attuale, e le possibilità future. Sinclair organizza la trattazione attorno a un piccolo numero di meccanismi biologici, instabilità genomica, alterazioni epigenetiche, perdita della proteostasi, esaurimento delle cellule staminali, infiammazione cronica, diversi dei quali trattiamo anche noi in modo più esteso nella sezione Scienza dell’Invecchiamento. La sua tesi centrale, nota come “teoria dell’informazione dell’invecchiamento”, propone che l’invecchiamento sia in gran parte una perdita di informazione epigenetica recuperabile, non solo un accumulo inevitabile di danno.
Punti di forza
Sinclair scrive con una chiarezza rara per un autore che è al tempo stesso un ricercatore attivo: rende accessibili concetti come epigenetica e NAD+ senza banalizzarli eccessivamente. Il libro ha avuto un ruolo reale nel portare la scienza della longevità nel dibattito pubblico, ed è tra i pochissimi testi divulgativi scritti da qualcuno che pubblica realmente su queste materie, non da un semplice divulgatore esterno al campo.
Le critiche della comunità scientifica
È la parte più importante di questa recensione, e la ragione per cui consigliamo di leggere il libro insieme a un po’ di contesto critico. Steven Austad, biologo dell’Università dell’Alabama e collega di Sinclair, ha dichiarato pubblicamente: “David è un buon amico, ma credo sia colpevole di aver fatto affermazioni eccessive” (fonte: Wikipedia).
La critica più dettagliata viene dal biochimico Charles Brenner, che ha contestato punto per punto diversi passaggi del libro (fonte): affermazioni definite “controfattuali” sulla conservazione dei geni della longevità tra lievito e uomo, dubbi sulla solidità dei risultati di ringiovanimento cellulare nei topi tramite riprogrammazione parziale (una tecnica che, nota Brenner, può favorire la formazione di tumori, un rischio che secondo lui il libro non approfondisce a sufficienza), e la tesi che il resveratrolo “amplifichi artificialmente” i livelli di attività delle sirtuine misurati in laboratorio per un problema di metodologia, una controversia scientifica reale e nota nel campo, che raccontiamo anche nel nostro approfondimento dedicato al resveratrolo.
Un punto di trasparenza importante, per correttezza verso entrambe le parti: né Sinclair né Brenner sono osservatori neutrali. Sinclair è co-fondatore di un’azienda legata all’NMN; Brenner è consulente di un’azienda concorrente legata alla nicotinamide riboside (un altro precursore del NAD+). Non invalida le loro argomentazioni scientifiche, ma vale la pena saperlo prima di prendere posizione da un lato o dall’altro.
Per chi è adatto
Per chi vuole un’introduzione ambiziosa e ben scritta alla scienza dell’invecchiamento, dalla prospettiva di chi il campo lo vive dall’interno. Da leggere idealmente insieme a qualche fonte critica (come quelle citate sopra), non come unico testo di riferimento.
Per chi non è adatto
Per chi cerca un testo scientificamente prudente e privo di posizioni personali dell’autore: “Lifespan” è esplicitamente un libro di tesi, non una rassegna neutrale della letteratura. Chi preferisce un tono più cauto troverà probabilmente eccessivo l’ottimismo di alcuni capitoli.
Disclosure
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Per lo stato delle prove sulle molecole citate nel dibattito, abbiamo analizzato separatamente i farmaci studiati nella ricerca sulla longevità.
Fonti
Oltre ai link citati nel testo, per una lettura indipendente della controversia scientifica sui sirtuini/resveratrolo e dello stato della ricerca sul NAD+ discussa nel libro:




