Come Valutiamo le Evidenze

La classificazione che usiamo per ogni affermazione scientifica: evidenza forte, moderata, preliminare, preclinica o insufficiente, e perché conta.

Quando scriviamo di scienza e salute, cerchiamo di essere onesti su quanto è solida l’evidenza dietro ogni affermazione. Usiamo questa classificazione editoriale:

  • Forte, più meta-analisi o systematic review coerenti tra loro, linee guida autorevoli, evidenza umana robusta.
  • Moderata, studi umani coerenti ma limitati, RCT di dimensioni ridotte, letteratura non ancora definitiva.
  • Preliminare, pochi studi umani, risultati misti, evidenza indiretta.
  • Preclinica, studi principalmente su animali o in vitro, non ancora trasferiti all’uomo.
  • Insufficiente, dati troppo deboli per trarre una conclusione utile.

Per questo motivo non scriviamo mai frasi come «X allunga la vita» quando l’evidenza mostra solo un’associazione o un risultato preclinico. Scriviamo piuttosto qualcosa come: «X è oggetto di ricerca per il possibile ruolo in Y; al momento le evidenze nell’uomo sono limitate/moderate/forti».

Gerarchia delle fonti

Per affermazioni mediche o scientifiche, diamo priorità in quest’ordine: systematic review e meta-analisi, consensus e linee guida, studi randomizzati controllati (RCT), studi prospettici o di coorte, studi osservazionali, studi preclinici, enti sanitari autorevoli (come OMS, ISS, Ministero della Salute, EFSA, EMA, NIH), università e centri di ricerca. Le fonti tipiche che consultiamo includono PubMed e Cochrane. Non usiamo mai un articolo SEO pubblicato da un altro sito come prova scientifica primaria.